I SEGRETI DELLA PROFESSIONE DEL CONSULENTE D'AZIENDA


Anche le aziende hanno le proprie problematiche e a volte, per usare la metafora di Nino Lo Bianco, decano dei consulenti italiani, è necessario l’intervento di un “dottore” specializzato: il consulente d’azienda.

Si tratta di una figura professionale innovativa e relativamente recente. Nato in Italia negli anni ’60, il ruolo del consulente aziendale si è evoluto in maniera rapida in risposta alle esigenze del mercato. Se inizialmente per intraprendere la professione era richiesta una conoscenza generica, oggi al contrario è necessaria una specializzazione solida nel proprio settore di riferimento all’interno del quale si andrà poi ad operare.

A differenza di alcuni anni fa, dove studi all’estero ed esperienze in grandi realtà internazionali caratterizzavano i consulenti, preparazione e livello di studio di questa figura professionale sono oggi paragonabili a quelli dei manager. Ciò che fa la differenza è la formazione specializzata per intervenire in un determinato ambito, andando a lavorare sulle variabili critiche, facendo analisi di settore e relative alla concorrenza al fine di delineare un quadro generale della situazione dell’organizzazione stessa e del mercato consentendo ai manager di poter prendere con chiarezza e lucidità le scelte migliori. Il consulente infatti non ha alcuna responsabilità decisionale ma consiglia ed assiste le aziende. È inoltre certamente più semplice per una figura esterna dare il via ad un processo di rinnovamento, portando un punto di vista super partes oltre che competenze altamente specializzate.

Ad oggi in Italia sono circa 27 mila i consulenti attivi sul mercato. Per intraprendere questo percorso ci sono diverse strade. La laurea è un requisito fondamentale, preferibilmente in economia o ingegneria ma un valore aggiunto può essere costituito da un master, meglio se in un’importante università americana, o un’esperienza di qualche anno in un’importante azienda nell’ambito del commerciale o del prodotto, specializzandosi in un particolare settore come per esempio le telecomunicazioni o l’automotive.

Le prospettive sono diverse, alcune società assumono direttamente i propri consulenti, altre preferiscono invece una struttura che conceda più autonomia ai lavoratori, che operano in qualità di liberi professionisti. I settori in cui specializzarsi sono diversi e sono richiesti professionisti provenienti da molti ambiti, i quali si trovano spesso a lavorare in squadra. Riservatezza e capacità di comprendere e soddisfare le esigenze del cliente completano il profilo del consulente aziendale, ma avverte sempre Lo Bianco, se l’obiettivo è arricchirsi, meglio cambiare strada.

Fonte: kongnews.it

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